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10 regole per creare benessere in casa: regola n.1 il Decluttering
Consiglio numero 1: impara l'arte del Decluttering
Tutti vorremmo avere una casa bella, luminosa, arieggiata, organizzata, elegante, accogliente, che ci faccia sentire bene, che ci abbracci, che ci dia conforto e che sia il nostro rifugio speciale. Guardiamo ogni giorno case che ci fanno sognare su Instagram, su Pinterest o in qualche trasmissione televisiva e pensiamo che non ce la potremo mai permettere.
Spoiler: altroché se possiamo!
La casa bella, elegante ed accogliente non è una questione di budget ma è una semplice questione di regole. 10 semplici regole da seguire per creare un ambiente speciale. Il bello delle regole è che danno una linea guida da seguire testata ed efficace, ma poi ognuno è libero di personalizzare le scelte in base al suo gusto estetico e alle sue esigenze di funzionalità.
In questa serie di 10 articoli (questo è il primo) vi suggerisco le 10 (+1) regole che seguo per creare ogni volta ambienti di casa belli, accoglienti, che ci rappresentano e che ci fanno stare bene.
Ecco qui il programma succulento di questi 10 articoli:
- Fai decluttering
- Organizza
- Uniforma i colori
- Scegli luci calde
- Aggiungi morbidezza
- Piccoli lussi da toccare
- Cura la camera da letto
- La quota Natura
- Il tuo piccolo centro benessere
- Il tuo spazio del cuore
+
Il mio consiglio special
Iniziamo con il primo punto:
1. Fai decluttering
Decluttering letteralmente significa eliminare la confusione e il superfluo, liberarsi di tutte quelle cose che non usiamo ma che non ci decidiamo mai a buttare perché pensiamo che un giorno ci possano servire. Invece non sappiamo che, ed è scientificamente provato, più si libera spazio in casa e più si libera spazio in testa e si è predisposti ad accogliere eventi nuovi e cambiamenti nella nostra vita. Per far entrare nella nostra vita nuovi avvenimenti, nuovi pensieri, nuove persone, bisogna creare spazio libero.
A volte capita di avere la testa come un hard disk: troppo piena. Di impegni, di incombenze, di stimoli, di scadenze, di responsabilità. E proprio come per un hard disk è necessario fermarsi, eliminare le cose superflue o che non ci servono più e resettare. Da qui in poi il nostro computer inizia ad essere di nuovo agile e veloce, ricettivo, reattivo e tutto procede molto meglio.
Provate a pensare a quando decidete di riordinare ad esempio un cassetto pieno di cianfrusaglie. Dopo che lo avete riordinato ed è tutto ben pulito e riorganizzato, non vi capita di andare ad aprirlo più volte per rivedere il vostro lavoro e percepire un senso di soddisfazione e serenità? Lo tirate un piccolo sospiro di sollievo mentre lo state richiudendo? Io sì! E pensate che meraviglia sarebbe avere una casa così ben pulita ed organizzata che ci permetta anche, a quel punto, di essere più informali e lasciare anche qualcosa in giro senza compromettere il benessere della casa. Sarebbe meraviglioso.

Fare decluttering dentro casa non è certo facile. Le scuse che troviamo per non disfarci dei nostri oggetti sono sempre molto fantasiose e siamo bravissimi e renderle anche credibili e inattaccabili. Ci sono vari “settori” della nostra casa e dovremmo prendercene cura uno ad uno ed iniziare ad “attaccarli”: l’armadio (che comprende vestiti, scarpe e accessori), il garage, il ripostiglio, i cassetti della cucina e così via. Un “trattamento” a parte, molto più delicato, va riservato al settore ricordi, fotografie e libri.
Avere una casa in ordine ed organizzata è un obiettivo irraggiungibile? Direi di no, è raggiungibilissimo, basta seguire questo procedimento ed applicarlo in ogni settore della casa:
– Svuota completamente il contenitore (ante o cabina armadio, cassetto, mobiletto, scatola)
– Ammucchia da un lato tutto il contenuto
– Pulisci bene e rinfresca il suo interno
– Esamina pezzo per pezzo
E qui arriva il difficile, quello per cui dobbiamo davvero concentrarci ed impegnarci:
prendere in mano un oggetto e farsi queste domande:
L’ho mai usato?
Se tornassi indietro lo ricomprerei?
Lo uso ancora?
Mi piace ancora?
Mi entra ancora? (nel caso dei vestiti)
Mi rappresenta ancora?
Ce l’ho doppio?
Qualcuno potrà apprezzarlo più di me?
E poi la domanda fondamentale:
voglio proprio tenerlo? Non fate la domanda contraria, non chiedetevi se volete disfarvene altrimenti la risposta sarà sempre “certo che no!”.
Ne ho parlato anche quella volta su Rai Uno:
La prima scusa con la quale ci difendiamo per non distaccarci da un oggetto è “ma è un peccato buttarlo, non si può!” e infatti buttarlo è l’ultima opzione ed entra in gioco se proprio si tratta di qualcosa di rotto e non aggiustabile, oppure di qualcosa di troppo personale (tipo biancheria intima o calzini). Tutto il resto si può donare a qualche associazione benefica, casa famiglia, proporlo a una persona che conosciamo alla quale potrebbe servire oppure rivenderlo. Quest’ultima opzione è la più rischiosa perché se non lo vendiamo subito quell’oggetto nel giro di qualche giorno tornerà a prendere posto in qualche armadio o cassetto di casa nostra.
Per fare questa operazione è consigliabile preparare 4 scatoloni vuoti (più grandi possibile) e metterli lì a terra davanti a voi a portata di mano così etichettati: buttare, donare, regalare, vendere (dove per donare intendo portare a qualche associazione benefica e per regalare intendo passare quell’oggetto a qualche amica che potrebbe apprezzarlo).

Ricordate quando Carla Gozzi ed Enzo Miccio nella loro trasmissione tv lanciavano vestiti dentro a dei grandi bidoni vuoti rifacendo il look al guardaroba? Ecco una cosa del genere. I contenitori devono essere grandi perché quello che vi gettate dentro deve sparire subito dalla vostra vista per non farvi venire inutili ripensamenti.
E mentre suddividiamo abiti e oggetti, facciamo anche una riflessione sui nostri prossimi acquisti che dovranno essere necessariamente più consapevoli, più ragionati e un po’ meno impulsivi.
Questo procedimento può essere applicato a:
Armadio
dove accumuliamo vestiti di due taglie in meno perché forse un giorno dimagriremo, camicie con fantasie troppo vistose che non metteremo mai, pantaloni comprati 5 anni fa ancora con il cartellino attaccato e così via

Cassetto cianfrusaglie
dove conserviamo nastrini, carte da regalo usate, graffette, gancetti, pezzi di corda, bustine, che non useremo mai e parti di oggetti che non sappiamo nemmeno di quale vecchio elettrodomestico fanno parte.
Pensili e cassetti cucina
Dai quali riemergono cibi scaduti, cibi non scaduti ma che non ci piacciono e quindi non consumeremo, vari apribottiglie uguali, cucchiai di legno sbruciacchiati che non usiamo più, utensili acquistati per un particolarissimo uso che abbiamo fatto una sola volta nella vita, piatti sbeccati (che poi non usiamo perché sono sbeccati).

Bagno
Dove campeggiano campioncini di ogni tipo che non useremo mai e mille flaconi con un solo centimetro di prodotto dentro. Dovremmo iniziare ad utilizzare un solo shampo e non acquistarne un secondo fino a che non abbiamo finito il primo.
Armadietto dei detersivi
Qui è davvero fondamentale organizzare i prodotti in contenitori di plastica trasparenti (senza coperchio) ognuno con un’etichetta adesiva che ne identifica il contenuto: una scatola di prodotti per il bagno, una scatola di detersivi per il bucato, una scatola di insetticida, una scatola di spugne e stracci e così via. In questo modo, oltre ad avere sempre tutto in ordine, sarà facile mantenerlo tale perché quando ho in mano un flacone e c’è un suo contenitore dedicato sicuramente lo riporrò al suo posto e non a caso (questo sarà utile per tutti i componenti della famiglia). Inoltre così avrò anche sott’occhio i prodotti e saprò quando sto per finirne uno e se è il momento di ricomprarlo.

Abbigliamento e attrezzatura bimbi
È vero, ci dispiace dare via le cose appartenute a nostro figlio, ma se nostro figlio ha 20 anni è ora che ci ragioniamo su! Io ad esempio ho fatto una “scatola dei ricordi” per mio figlio dove ho messo dentro una decina di oggetti rappresentativi che forse gli farà piacere avere da grande, ma tutto il resto l’ho donato: vestiti, scarpe, attrezzatura tipo passeggino, culla, ovetto, sterilizzatore e così via… In questo modo farete del bene a qualche altro bambino (e genitore).
Giocattoli e materiale scolastico
Idem come sopra. Magari conservate solo il suo orsetto preferito, quello che è con lui nelle foto, tutti gli altri giocattoli non si ricorderà nemmeno di averli avuti (era troppo piccolo!). Per quanto riguarda il materiale scolastico di mio figlio ho conservato solo i quaderni di italiano (dove ci sono suoi scritti e pensieri), i disegni e magari i diari se sono scritti e decorati. I libri scolastici si possono passare a qualcuno a cui potranno servire. I libri scolastici sono importanti e costano moltissimo! È un vero peccato tenerli a dormire per sempre in una scatola in garage.
Garage o ripostiglio
Luoghi preziosi per conservare cose utili ma devono essere sempre ben organizzate! Altrimenti quando vi servirà qualcosa non la troverete e dovrete ricomprarla. Il mio metodo è ricoprire tutte le pareti con scaffalature a tutta altezza ben fissate alla parete, comprare tanti scatoloni tutti uguali e numerarli. In un file Word scrivere tutto quello che c’è dentro ad ogni scatola. Può sembrare un lavoro enorme ma se avete qualcuno che vi aiuta e mentre voi mettete nella scatola lui scrive (o viceversa) sarà un lavoro veloce e piacevole. Pensate che meraviglia quando vi serviranno i picchetti per la tenda da campeggio: aprirete il computer, digiterete “picchetti” e… taaaac! Scatola numero 22. Che soddisfazione! Adoro le soluzioni pratiche e veloci.

Fotografie
Non so voi ma io ho sempre avuto la passione per la fotografia ed ho scatole piene di foto stampate. Ora il problema non si pone più perché abbiamo tutto sul telefono , sul Cloud o in qualche HD esterno (e aggiungo “purtroppo”) ma fino a fine anni ’90 e anche oltre (il mio primo smartphone l’ho avuto nel 2012) si sviluppavano i rullini e si stampavano le foto! Così ad ogni vacanza o evento ci ritrovavamo 20 foto di scarto e 10 foto buone. Allora facciamo oggi un po’ di cernita e conserviamo solo quelle buone, eliminando tutti quei panorami di montagna (tanto nella maggior parte dei casi non ci ricordiamo nemmeno più dove eravamo!), le foto mosse o fuori fuoco. Qualche anno fa ho fatto questa cernita fra le mie diapositive e con quelle di scarto ho creato delle lampade che ancora oggi mi piacciono moltissimo! Ne ho una in casa e quando l’accendo la sera proietta tutti i colori delle diapositive sulla parete intorno a sé creando un’atmosfera magica!
Eccola qui in casa mia:

Scopri come l’ho realizzata:
Ricordi
Ecco la nota dolente… Io sono dell’idea che i ricordi li ho nel cuore, non negli oggetti e quando un giorno non mi ricorderò più un evento non sarà certo un oggetto a farmelo ritornare in mente! Alcuni oggetti li conservo anch’io: un contenitore Tupperware che mia mamma aveva da quando ero piccola nel quale montava la panna per le nostre torte di compleanno, il foulard che indossava ogni giorno, qualche pipa del babbo, un pupazzo labrador che mio figlio adorava da piccolo e così via. Ma conservo davvero poche cose. Ho poi un’avversione per le bomboniere che regalo a qualcuno la sera stessa della cerimonia! Non sopporto di vederle esposte in una vetrinetta o su una mensola!
Libri
E qui il mondo si divide, si aprono i mari e tuonano tempeste! Buttare i libri mai!! I libri non si toccano. Eppure io non conservo neanche quelli, o meglio conservo solo quelli che sono stati per me importanti e che hanno nelle loro pagine, ben sottolineate, lezioni di vita o consigli importanti che non voglio dimenticare e che ogni tanto vado a rileggere. Ma i libri “passeggeri” tipo i romanzi, meglio regalarli a qualcuno che non li ha ancora letti. Anche i libri costano moltissimo ed è un peccato che qualcuno là fuori abbia voglia di leggerli ma non possa acquistarne tanti. Non sei d’accordo?
Fare decluttering all’inizio è impegnativo e difficile ma quando cominci non smetteresti più. Inizia con una sola di queste categorie, con calma, con i tuoi tempi, senza mettere troppa carne al fuoco. Il segreto è fare poco ma farlo fino in fondo. Poi valuta se questa pratica ti fa sentire bene, ti alleggerisce e rende la tua casa più piacevole. Il risultato a livello di benessere psicologico ti sorprenderà.

